validità anno scolastico

DECRETO LEGISLATIVO 13.04.2017, N. 62

Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (G.U. 16.05.2017, n. 112 – S.O.)
Art. 5 – Validità dell’anno scolastico nella scuola secondaria di primo grado

1. Ai fini della validità dell’anno scolastico, per la valutazione finale delle alunne e degli alunni è richiesta la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, definito dall’ordinamento della scuola secondaria di primo grado, da comunicare alle famiglie all’inizio di ciascun anno. Rientrano nel monte ore personalizzato di ciascun alunno tutte le attività oggetto di valutazione periodica e finale da parte del consiglio di classe.

2. Le istituzioni scolastiche stabiliscono, con delibera del collegio dei docenti, motivate deroghe al suddetto limite per i casi eccezionali, congruamente documentati, purché la frequenza effettuata fornisca al consiglio di classe sufficienti elementi per procedere alla valutazione.

3. Fermo restando quanto previsto dai commi 1 e 2, nel caso in cui non sia possibile procedere alla valutazione, il consiglio di classe accerta e verbalizza, nel rispetto dei criteri definiti dal collegio dei docenti, la non validità dell’anno scolastico e delibera conseguentemente la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale del primo ciclo di istruzione.

Art. 6 – Ammissione alla classe successiva nella scuola secondaria di primo grado ed all’esame conclusivo del primo ciclo

1. Le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva e all’esame conclusivo del primo ciclo, salvo quanto previsto dall’articolo 4, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249 e dal comma 2 del presente articolo.

2. Nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il consiglio di classe può deliberare, con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo.

3. Nel caso in cui le valutazioni periodiche o finali delle alunne e degli alunni indichino carenze nell’acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, l’istituzione scolastica, nell’ambito dell’autonomia didattica e organizzativa, attiva specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento.

4. Nella deliberazione di cui al comma 2, il voto dell’insegnante di religione cattolica, per le alunne e gli alunni che si sono avvalsi dell’insegnamento della religione cattolica, è espresso secondo quanto previsto dal punto 2.7 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1985, n. 751; il voto espresso dal docente per le attività alternative, per le alunne e gli alunni che si sono avvalsi di detto insegnamento, se determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale.

5. Il voto di ammissione all’esame conclusivo del primo ciclo è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall’alunna o dall’alunno.

Frequenza scolastica e limite assenze
a. Scuola secondaria di primo grado
Nella scuola secondaria di I grado, ai fini della validità dell’anno scolastico e per la valutazione degli alunni, e richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato ai sensi dell’articolo 11, comma 1, del Decreto legislativo n. 59 del 2004, e successive modificazioni. Le motivate deroghe in casi eccezionali, previsti dal medesimo comma 1, sono deliberate dal collegio dei docenti, a condizione che le assenze complessive non pregiudichino la possibilità di procedere alla valutazione stessa. L’impossibilita di accedere alla valutazione comporta la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale del ciclo. Tali circostanze sono oggetto di preliminare accertamento da parte del consiglio di classe e debitamente verbalizzate.
Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 2, comma 10

b. Frequenza scolastica e limite assenze- Scuola secondaria di secondo grado
Ai fini della validità degli anni scolastici – compreso l’ultimo anno di corso – per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilita di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo.
Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 14, comma 7.

Deroga alle assenze ai fini della validità dell’anno scolastico degli alunni della Scuola Secondaria di primo grado
(Delibera del Collegio dei docenti del 1°settembre 2017)
LA NORMATIVA
L’art. 5 del Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107” stabilisce che:
“(Omissis)nella scuola secondaria di primo grado
1. Ai fini della validità dell’anno scolastico, per la valutazione finale delle alunne e degli alunni e’ richiesta la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, definito dall’ordinamento della scuola secondaria di primo grado, da comunicare alle famiglie all’inizio di ciascun anno. Rientrano nel monte ore personalizzato di ciascun alunno tutte le attività oggetto di valutazione periodica e finale da parte del consiglio di classe.
2. Le istituzioni scolastiche stabiliscono, con delibera del collegio dei docenti, motivate deroghe al suddetto limite per i casi eccezionali, congruamente documentati, purché la frequenza effettuata fornisca al consiglio di classe sufficienti elementi per procedere alla valutazione.”
DELIBERA DEL COLLEGIO DEI DOCENTI
Con riferimento alla vigente normativa in materia di valutazione, il Collegio delibera in data 1 settembre 2017 i criteri relativi al controllo del raggiungimento del limite minimo di frequenza, ed in particolare:
1. definizione del monte orario personalizzato e conteggio delle assenze alle lezioni;
2. motivate e straordinarie deroghe;
3. fase di controllo preliminare alle operazioni di scrutinio.
Quanto deliberato resta in vigore anche per i futuri anni scolastici, fino ad eventuale delibera del collegio di
modifica o integrazione.
il Dirigente Scolastico darà comunicazione alle famiglie indicando i tempi per la documentazione delle eventuali condizioni di deroga .
1. DEFINIZIONE DEL MONTE ORARIO PERSONALIZZATO E CONTEGGIO DELLE ASSENZE ALLE LEZIONI
Premesso che la norma stabilisce che per l’ammissione allo scrutinio un alunno deve aver frequentato i ¾ delle ore di lezione a lui destinate, si farà riferimento, per ogni anno di corso, all’orario curricolare e obbligatorio.
Si considera raggiunto il limite minimo di frequenza per tutti gli alunni che hanno effettuato un numero massimo di 52 giorni di assenza.
Tale requisito verrà personalizzato per i casi specifici previsti nei piani didattici personalizzati o facenti riferimento a norme ministeriali.
Si precisa che vengono considerate come presenze le assenze che rientrano nella casistica:
“… alunni che, per causa di malattia, permangono in ospedale o in altri luoghi di cura ovvero in casa per periodi anche non continuativi durante i quali seguono momenti formativi sulla base di appositi programmi di apprendimento personalizzati predisposti dalla scuola di appartenenza o che seguono per periodi temporalmente rilevanti attività didattiche funzionanti in ospedale o in luoghi di cura”.
In tal caso, la documentazione e i certificati medici (precisanti la durata effettiva della degenza) debbono essere consegnati entro 10 giorni dal rientro a scuola.
2. DEROGHE MOTIVATE E STRAORDINARIE
Il Collegio dei Docenti definisce i criteri generali per derogare dal limite minimo di presenza (tre quarti dell’orario annuale personalizzato), limitando la possibilità di deroga alle situazioni in cui parte prevalente delle assenze è dovuta alle seguenti situazioni:
1. gravi motivi di salute adeguatamente documentati;
2. terapie e/o cure programmate e documentabili;
3. gravi e documentati motivi di famiglia;
4. partecipazione ad attività agonistiche nazionali ed internazionali organizzate da federazioni riconosciute dal C.O.N.I.;
5. adesioni a confessioni religiose per le quali esistono specifiche intese che considerano il sabato come giorno di riposo
Non rientrano nelle deroghe le assenze dell’alunno dovute a provvedimenti disciplinari.
Si premette che in ogni caso potrà essere concessa deroga dal limite minimo di frequenza unicamente se, a giudizio del consiglio di classe, sussiste pienamente la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati.
La documentazione e/o i certificati medici debbono essere consegnati entro 10 giorni dal rientro a scuola dopo l’assenza in questione. Inoltre, qualora si tratti di eventi prevedibili deve essere data comunicazione scritta preventivamente alla scuola.
3. SVOLGIMENTO SCRUTINIO FINALE
Prima di procedere alla valutazione degli apprendimenti in sede di scrutinio finale, il Consiglio di Classe, tenendo conto della documentazione acquisita e dei criteri generali stabiliti dal Collegio dei Docenti, procede all’esame delle singole situazioni degli studenti relativamente all’eventuale mancato raggiungimento del limite orario annuo personalizzato.
 Gli studenti per i quali risulta raggiunto il limite minimo di frequenza vengono ammessi dal Consiglio di Classe alle successive operazioni di valutazione e scrutinio.
 Gli studenti per i quali viene rilevato il mancato raggiungimento del limite minimo di frequenza, saranno ammessi alle successive operazioni di valutazione e scrutinio solo se il Consiglio di Classe rileverà che sussistano le seguenti due condizioni:
 situazione documentata per la concessione della deroga al limite minimo di frequenza;
 possibilità di procedere alla valutazione in tutte le discipline.
Gli alunni che non abbiano raggiunto il limite minimo di frequenza e per i quali non risultino condizioni documentate per la concessione della deroga al limite minimo di frequenza, non saranno scrutinati e di conseguenza risulteranno non ammessi alla classe successiva (o all’Esame di Stato).
Gli alunni che non abbiano raggiunto il limite minimo di frequenza, ma in possesso di documentazione per la concessione della deroga, non saranno scrutinati e di conseguenza risulteranno non ammessi alla classe successiva (o all’Esame di Stato) se non si daranno le condizioni per una valutazione in tutte le materie.
Terminate le operazioni preliminari di verifica, per i soli alunni ammessi allo scrutinio si procederà quindi alle operazioni di valutazione finale in cui si stabilirà l’ammissione o meno alla classe successiva (o all’Esame di Stato) o il rinvio della valutazione

LA VALIDITA’ DELL’ANNO SCOLASTICO: ASSENZE, RITIRO E ISTRUZIONE PARENTALE

Numerose famiglie meditano la decisione di dedicarsi all’homeschooling quando i loro figli già frequentano la scuola: a volte la decisione arriva a seguito di una lunga riflessione, a volte ”si scopre” che è possibile e si opta per questo percorso.

Ma è sempre possibile diventare homeschooler nel corso dell’anno scolastico? Ci sono dei limiti di tempo? Ci sono delle differenze se la dichiarazione d’intenti viene presentata in autunno oppure in primavera?

La dichiarazione di istruzione parentale può essere consegnata in ogni momento dell’anno scolastico, ma deve comportare contestualmente il ritiro dello studente dalla frequenza scolastica e dall’istituto nel quale è iscritto.

Bisogna comunque prendere in considerazione le condizioni che rendono valido l’anno scolastico frequentato al fine dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione. Tali condizioni sono:

  • l’ordine di scuola frequentato

  • la data in cui viene effettuato il ritiro

  • le assenze effettuate

  • le valutazioni degli apprendimenti

  • le delibere collegiali dell’Istituto

Nella scuola secondaria di primo e secondo grado l’anno scolastico è considerato valido se lo studente frequenta i tre quarti delle ore offerte per il suo corso di studi. Tale disposizione viene descritta dall’art. 5 del D. L.vo 62/2017 e dall’art. 14 comma 7 del DPR 122/2009. Le deroghe a queste disposizioni – cioè la possibilità, in casi eccezionali, di aumentare questo numero di ore – devono essere approvate all’unanimità dai docenti del Consiglio di Classe per la Secondaria di Secondo Grado e dal Collegio dei Docenti per la Secondaria di Primo Grado (art. 2 del DPR 122/2009), a condizione che le assenze complessive non pregiudichino la possibilità di procedere alla valutazione finale.

Immaginiamo adesso di considerare l’anno scolastico a partire da una data media del 15 settembre: se l’anno scolastico è articolato in 33 settimane, il 75% dei giorni di frequenza cadono all’incirca intorno al 15 marzo. La data del 15 marzo diventa così indicativa della possibilità di ritiro con validità dell’anno scolastico, ma solo se sono state conteggiate le presenze minime per quell’anno. In realtà il conteggio che ogni istituto opera si rifà al numero complessivo di ore dell’offerta formativa, non ai giorni di presenza, conteggio che rimandiamo alla lettura di un ulteriore approfondimento (CM 20/2011 e Nota 2065/2011). Il Regio Decreto 2049/1929 infatti recita all’art. 15 “I giovani che, prima del 15 marzo, cessino dal frequentare l’istituto in cui sono inscritti, perdono la qualità di alunni di scuola pubblica” .

Per la scuola primaria, invece, le indicazioni di legge non sono così precise, difatti non esiste una disposizione in merito ma piuttosto si fa riferimento al rendimento e alla valutazione degli apprendimenti. La legge 169/2008) all’art. 3 recita: “1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuati mediante l’attribuzione di voti espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno. 1-bis. Nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono NON ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”.

Tale norma è richiamata nel DPR 122/09 che, pur trattando nello specifico della scuola secondaria di primo e secondo grado, all’art. 2 specifica: “La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata nella scuola primaria dal docente ovvero collegialmente dai docenti contitolari della classe e, nella scuola secondaria di primo grado, dal consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza”, a significare che la decisione finale è data al singolo insegnante o al Consiglio di Classe in base alla valutazione effettuata, senza fare riferimento alle ore di assenza.

In realtà molti Istituti deliberano tramite il Collegio dei Docenti il monte ore minimo di presenze anche per la scuola primaria, adattandosi alla percentuale valida per la secondaria. Le delibere sono di solito riportate in modo dettagliato nelle circolari interne dell’Istituto e sono consultabili presso il sito della singola scuola. La data del 15 marzo e/o il 75% delle presenze sul monte orario divengono quindi il limite per poter affermare che l’anno scolastico è valido ai fini dell’assolvimento dell’obbligo e lo studente può essere ammesso a valutazione tramite scrutinio finale.

Nella situazione in cui il ritiro avvenga prima della data del 15 marzo, la famiglia è tenuta a presentare dichiarazione di avvalersi dell’istruzione parentale, come riassunto nella CM 35/2010: “Coloro che si ritirano prima del 15 marzo, a seguito di comunicazione formale che la scuola frequentata acquisisce al proprio protocollo, hanno l’obbligo di completare la formazione con istruzione familiare. In caso di ritiro, i genitori, o coloro che ne fanno le veci, devono dimostrare, alla scuola statale frequentata, di avere capacità tecnica od economica per l’istruzione parentale; se quella frequentata è una scuola paritaria, la comunicazione del ritiro, integrata dalla detta dimostrazione, deve essere inviata anche al dirigente scolastico di una delle scuole statali del territorio di residenza che provvede agli opportuni controlli (art. 111, D. L.vo 297/1994; art. 1, comma 4, D. L.vo 76/2005; art. 23, D. L.vo 62/2017)”.

A conferma di questa disposizione, una sentenza del Consiglio di Stato del 2010 annulla un ricorso contro la non-ammissione di un alunno alla classe successiva: il bambino, ritirato dalla frequenza nel mese di febbraio per motivi di salute, viene valutato dai suoi insegnanti in sede di scrutinio finale e, a causa dell’elevato numero di assenze, non viene ammesso alla classe successiva. I genitori mettono in atto un provvedimento per opporsi a tale decisione, sostenendo che il bambino, se ritirato prima del 15 marzo, non è da considerarsi alunno della scuola pubblica. Il ricorso viene però respinto perché i genitori non dichiarano in nessun momento di prendersi carico dell’istruzione del figlio avvalendosi dell’istruzione parentale ai fini dell’assolvimento dell’obbligo. (Parere consiglio di stato 267 del 19 gennaio 2011).

Rimane comunque di primaria importanza un dialogo il più possibile costruttivo con i Dirigenti Scolastici affinché si prosegua un percorso viabile e proficuo nel bene dello studente, della sua famiglia e del rispetto delle norme vigenti.

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